Civilisti alla berlina (01.02.2011)

Pubblicato: Martedì, 01 Febbraio 2011

Dalle statistiche sul SC pubblicate oggi dall’Organo centrale del servizio civile si nota in modo particolare che il numero delle domande di ammissione nel 2010 (7'392) è solo leggermente superiore a quello del 2009 (7'213), nonostante i 12 mesi (solo 9 nel 2009) di applicazione della nuova procedura basata sulla prova dell’atto.

Come ampiamente previsto il boom di domande nei primi mesi era legato al fatto che molti avevano aspettato l’introduzione dall’aprile 2009 della nuova procedura per inoltrare la loro domanda.

D’altra parte l’aumentato numero di civilisti ha permesso nel 2010 di quasi raddoppiare il numero di giornate di servizio, passate da 490 mila a 895 mila, con un enorme beneficio per tutte le categorie di cittadini più sfavoriti e per la salvaguardia dell’ambiente.

A tutte le persone di buon senso dovrebbero quindi risultare ancora più incomprensibili le diverse misure restrittive che entrano purtroppo in vigore oggi con la riveduta Ordinanza sul servizio civile e che vogliono scoraggiare l’accesso al servizio civile. Come noto si va dalle angherie amministrative per l’ammissione (anche con l’introduzione di un colloquio per i militi in servizio, che di fatto reintroduce una forma di esame di coscienza!), alla limitazione delle scelte delle attività e del periodo di esecuzione, dal dimezzamento dei rimborsi spese ai civilisti, all’aumento del contributo per gli istituti d’impiego (per non citare che alcune delle misure).

Il Centro per la nonviolenza della Svizzera italiana (CNSI) non può che deplorare che il Consiglio federale si sia piegato alle pressanti richieste di una coalizione conservatrice legata agli ambienti militari che cercano di scaricare sul servizio civile la profonda crisi di identità con cui è confrontato l’esercito.

Pur di difendere le loro posizioni anacronistiche rimettono in questione un servizio alla popolazione poco costoso e sempre più attuale ed indispensabile alla nostra società.

Con queste misure si arrischia di scoraggiare molti giovani a dare un contributo attivo alla nostra società ed alla coesione nazionale (tornando a far aumentare gli esclusi con la “via blu”) e di punire coloro che, coerentemente con i loro principi, lo vorranno ancora fare.

Il CNSI sostiene quindi la manifestazione “civilisti alla berlina” che l’Associazione svizzera dei civilisti organizza questa mattina alle 11 sulla Kornhausplatz di Berna e appoggerà tutte le altre misure di protesta che i civilisti e gli ambienti a loro vicini vorranno realizzare nei prossimi giorni.

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