Consultazione sulla Revisione della legge sul SC (13.12.2013)

Pubblicato: Sabato, 21 Dicembre 2013

Gentili signore, egregi signori,
Seguendo il vostro esplicito invito del 4 settembre 2013 prendiamo sinteticamente posizione su alcuni aspetti che riteniamo importanti della Revisione della Legge sul SC.

Ampliamento delle attività (art. 3-4)
Riteniamo molto positivo l’ampliamento delle attività nell’ambito della scuola, in quello delle aziende agricole (che possono avere civilisti se ricevono contributi per la biodiversità, per il paesaggio rurale e per la qualità del paesaggio) e più in generale la possibilità data al Consiglio federale per un eventuale ampliamento anche ad altri ambiti di attività.

L’aumento delle possibili attività dovrebbe comunque portare nella relativa Ordinanza all’allargamento ad almeno 3 ambiti della possibilità di scelta (oggi limitata a 2).

Qualche perplessità suscita piuttosto il pericolo che l’inserimento di civilisti nella scuola, che porterà sicuramente ad un miglioramento del servizio, possa venir preso invece come strumento per l’ulteriore riduzione del numero dei docenti e/o della loro remunerazione, quali misure di risparmio attualmente in esame un po’ in tutti i cantoni.

Colloquio (art. 9)
Non riusciamo a capire lo scopo dell’obbligo di sostenere un colloquio presso l’Organo d’esecuzione, vincolante per prestare SC. Lo stesso richiama tempi bui dell’esame di coscienza che ritenevamo definitivamente superati.

Ammissione e giornata di introduzione (art. 16-18)
Siamo altrettanto perplessi sull’abolizione del corso di introduzione al SC dopo l’ammissione e l’introduzione della giornata di informativa da assolvere prima dell’ammissione, perché ci sembra semplicemente un’ostacolo in più per scoraggiare i potenziali civilisti.
Per “garantire una sufficiente informazione del richiedente già prima dell’ammissione e di conseguenza ridurre l’onere amministrativo …” basterebbe introdurre un’esauriente informazione sul SC già nella giornata informativa militare (dove oggi spesso il SC è ancora totalmente ignorato!) o organizzare in quell’ambito contemporaneamente e a scelta anche degli ateliers sul SC.
Tra l’altro si eviterebbero così una seconda giornata informativa e relativi costi.
Riteniamo inoltre penalizzante ed ingiustificato che la giornata prevista nel progetto di legge non valga come giorno di servizio.

Il posticipo della presentazione della domanda di ammissione al SC a dopo il reclutamento ha anche degli aspetti positivi, anche se la possibilità di un esame di abilità completamente separato dall’organizzazione militare sarebbe evidentemente migliore per chi rifiuta per motivi di coscienza qualsiasi collaborazione con l’esercito.

Un piccolo miglioramento ci sembra il fatto che non si debba più confermare la domanda dopo 4 settimane, ma che sia prevista solo la possibilità di eventualmente ritirarla entro 2 settimane dalla giornata d’introduzione, con la conseguente riduzione dei tempi per la decisione definitiva.

Consultazione  del casellario giudiziale (art. 12 e 19 + Codice penale))
Siamo decisamente contrari alle possibilità concesse all’Organo di esecuzione (dal progetto di legge  e dalla conseguente modifica del Codice penale) di consultare in qualsiasi momento il casellario giudiziale sulle sentenze e sui procedimenti penali pendenti, senza consultare né ottenere l’autorizzazione del civilista interessato. Le regole sulla protezione dei dati dovrebbero impedirlo.

Soppressione indennità per alloggio (art.29 e 42 e OSCi)
Se la soppressione dell’indennità per alloggio per chi utilizza l’alloggio privato è senz’altro comprensibile, molto meno lo è il fatto che in compensazione gli Istituti d’impiego debbano versare delle indennità supplementari alla Confederazione. Già in passato avevamo più volte sottolineato che il pagamento dei notevoli tributi alla Confederazione (previsti nella OSCi) sono un motivo per scoraggiare piccole associazioni ad impiegare persone astrette al SC. Ciò limita le possibilità d’impiego proprio in un momento in cui l’aumentato numero di civilisti necessiterebbe invece una politica che favorisca la presenza massima possibile di Istituti d’impiego.

Miglioramento della formazione (art. 36)
Salutiamo positivamente l’aumentata offerta di corsi di formazione obbligatori, che permettano ai civilisti un lavoro più efficiente e professionale, nell’interesse di tutti.
Come già più volte richiesto auspichiamo però che gli stessi non si limitino alle strette e pratiche conoscenze professionali, ma che si allarghino ad esempio alla Nonviolenza ed alla risoluzione nonviolenta dei conflitti, che permettano l’inserimento di civilisti nella promozione attiva della pace (che non è certamente prerogativa del solo esercito).

In effetti il SC, visto ancora sempre solo come sostitutivo del servizio militare per gli obiettori di coscienza, dovrebbe finalmente diventare un’alternativa credibile nella promozione attiva della Pace, come lo è già in altri paesi.

Sperando che le nostre osservazioni verranno tenute in debita considerazione, inviamo cordiali saluti.
Per il CNSI:  Luca Buzzi

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